Imedia sprang up to take a place in a extremely significant sector of the complex research panorama and of the application of multimedial methodologies in areas where comunication, transmission of information, its divulgation and management by means of highly technological instruments is absolutely necessary. In particular, it takes care of the exploitation of the "Beni Culturali" (Cultural and artistic exhibits and places of interest), of Tourism Services and of the development of applications for Didactics.
The Imedia company ha taken care of the entire work necessary to carry out the project of Barumini's "Su Nuraxi" and has produced a program which can be consulted on multimedial posts as well as the transposition of the application on sixteen colour panels for the show rooms, the CD-ROM, the Catalog, the Brochure, the VHS Videocassette and the pubblication on WWW.
Tenendo sempre a mente questo concetto è stato sviluppato il programma multimediale "SU NURAXI di Barumini": uno sportello informativo a disposizione del turista, dello studente o del semplice curioso che si dovesse recare presso il più importante sito nuragico della Sardegna e che volesse soddisfare le curiosità che inevitabilmente nascono in seguito alla visità di un monumento così complesso e misterioso.
Le figure professionali che si sono susseguite e che si sono scambiate pareri e critiche durante tutta la fase di sviluppo del programma hanno dovuto analizzare in dettaglio i diversi aspetti sia strutturali del monumento che relativi alle tecniche più adatte alla comunicazione di concetti spesso estremamente complessi anche per un addetto ai lavori.
In questa introduzione tecnica vorremmo (noi autori dell'applicazione multimediale) offrire una panoramica sugli aspetti pratici che hanno motivato scelte spesso determinanti sia da un punto di vista estetico che funzionale del programma, fornendo anche alcune giustificazioni a possibili critiche o appunti che potrebbero esserci rivolti. Con questo non vogliamo assolutamente sostenere che tutte le scelte siano necessariamente le migliori, solo che non sono mai state casuali ma sempre abbondantemente mediatate e soppesate.
La prima considerazione da fare riguarda la scelta del metodo di consultazione del sistema multimediale. Il monumento viene visitato ogni anno da circa centomila persone, di questi tra l'altro la maggior parte sono studenti che, vista l'età, sono piuttosto smaliziati nell'utilizzo di sistemi informatici, e sempre più multimediali e ipertestuali. Questo però non poteva essere vincolante, non tutti infatti hanno la stessa dimestichezza con strumenti di questo tipo e riescono a interagire agevolmente e in pochi minuti con un programma di simili dimensioni. Si è ritenuto quindi che si dovesse mantenere il legame almeno concettuale con il più classico dei sistemi di consultazione: il libro.
Questo ci ha costretto ovviamente a delle rinunce, innanzitutto il percorso di lettura non è totalmente libero e sfrutta solo alcune delle potenzialità ipertestuali messe a disposizione dall'ambiente di sviluppo (Asimetrix Multimedia Toolbook 3), ma sopratutto ci ha costretti ad immedesimarci in un lettore interessato ad un argomento piuttosto che ad un altro e al quale era comunque indispensabile fornire quelle informazioni minime utili alla comprensione di un determinato argomento trattato magari più in dettaglio in un'altra parte del programma senza costringerlo a navigare per l'applicazione.
La consultazione del programma può avvenire quindi tramite la pressione di alcuni "bottoni" disposti in posizioni fisse su un video a colori di 17" e la cui forma tende sempre a richiamare la funzione ad essi associata: sfogliare il libro una pagina avanti o indietro, mostrare un particolare fotografico o una animazione, ritornare all'indice degli argomenti, ecc. La scelta dello strumento adatto al movimento del puntatore e alla pressione dei bottoni è caduta sulla "trackball" in quanto, anche se meno intuitiva rispetto ad altri sistemi di puntamento, è più facilmente "manutenzionabile" in un ambiente comprensibilmente non estremamente pulito.
Si pensi per esempio di visitare il nuraghe in estate e, dopo aver toccato con le mani le pietre e la terra per scendere e risalire le primitive scale intermurarie, andare a consultare lo sportello informativo utilizzando un monitor touch screen: il sistema diventerebbe inutilizzabile dopo pochi minuti.
Una attenzione particolare è stata rivolta all'aspetto grafico. "Sfogliando" l'applicazione si potrà infatti intuire immediatamente la filosofia che la accompagna per tutto il percorso e in cui le immagini, siano esse disegni a mano libera, fotografie, o il risultato di un "rendering" occupano sempre uno spazio prioritario rispetto al testo che le commenta. Considerando fra l'altro che il testo (in cinque lingue) è sempre "letto" da uno speacker, abbiamo ritenuto che si potesse raggiungere la massima concentrazione sulle immagini e che queste potessero fissare in modo più duraturo gli aspetti più importanti della storia della Sardegna nuragica in generale e del "Su Nuraxi" in particolare.
Per concludere sull'aspetto grafico vorrei sottolineare lo sforzo compiuto dai grafici che hanno dovuto mettere in evidenza i tratti più importanti dei monumenti e degli oggetti, eliminando o appena accennando i caratteri ritenuti non indispensabili alla comprensione del discorso al quale sono associati. Si potrà osservare che il programma è una successione di disegni, le fotografie infatti sono utilizzate solo quando il discorso riguarda aspetti attuali del monumento e quasi sempre in un contesto generale.
Per quanto riguarda la scelta dell'ambiente di sviluppo va precisato che lo sportello informativo può essere consultato anche a casa propria. E' stato infatti realizzato un CD-ROM intitolato "SU NURAXI di Barumini" che contiene tutta l'applicazione in italiano. Per motivi commerciali è stato scelto di sviluppare il programma utilizzando computer IBM compatibili in configurazione multimediale e gli ambienti operativi di Microsoft Windows 3 e Windows 95.
La consultazione dello sportello informativo riserverà al "lettore" attento alcune "chicche" di grande interesse archeologico, strutturale e scenografico. Dopo la fase di studio del programma e la stesura dello storyboard, ci siamo infatti "immersi" per diversi giorni nel grosso nuraghe armati di strumenti topografici, macchine fotografiche e vecchi rilievi su carta. Abbiamo così eseguito il rilievo plano-altimetrico del monumento "battendo" tutti i punti ritenuti importanti dall'archeologo e dall'ingegnere che ci hanno accompagnato durante tutto quel periodo. Il rilievo ha riguardato sia la parte esterna che quella interna del nuraghe-fortezza, costringendoci a fare dei veri e propri miracoli per la lettura di alcuni punti che si trovavano all'interno di cunicoli stretti e bui, o dentro stanze sopraelevate non accessibili se non arrampicandosi su pareti verticali alte diversi metri.
Le diverse centinaia di coordinate tridimensionali restituite dallo strumento topografico sono quindi state importate con AutoCAD 12, assemblate ed interpretate. Dopo circa un mese di lavoro in cui il tecnico delle costruzioni, l'archeologo e il disegnatore CAD si sono scambiati pareri e informazioni, è stato possibile generare i primi modelli solidi del monumento in cui le possibili ipotesi ricostruttive delle diverse fasi costruttive erano separate e assemblabili a piacere. Finalmente è stato possibile trasportare il tutto nei diversi programmi con i quali abbiamo generato disegni e animazioni: Corel Draw per la rappresentazione di piante e sezioni; 3D Studio 4 per la generazione di tutte le animazioni contenute nell'applicazione.
A questo proposito è opportuno fare alcune considerazioni di fondamentale importanza. Un nuraghe è un tipo di costruzione facilmente semplificabile ed assimilabile all'unione di poche figure tridimensionali semplici: tronchi di cono, parallelepipedi, ecc. A prima vista sembrerebbe quindi facile realizzare un modello solido, "rivestirlo" in pietra (un materiale facilmente reperibile in qualunque libreria fornita con tutti i programmi di modellazione solida) e quindi creare immagini fotorealistiche. In effetti non è così. Un nuraghe è si costruito sovrapponendo pietre, ma queste sono di dimensioni variabili e non sempre identificabile con un modello matematico anche approssimativo.
Dopo diverse prove in cui abbiamo osservato nuraghi che sembravano fatti con la ghiaia e altri in cui la parte terminale era realizzata con macigni di proporzioni tali che sarebbe stato difficile giustificare sia la loro presenza che un eventuale sistema per il trasporto a quelle quote (in alcuni punti si raggiungono i venti metri di altezza), siamo giunti giunti quindi alla conclusione che si sarebbe dovuto ricostruire il nuraghe pietra per pietra. Ovviamente un lavoro simile non avrebbe avuto giustificazioni pratiche ed avrebbe appesantito e fatto perdere di vista il fine ultimo dello studio, abbiamo quindi deciso di coprire il nuraghe di un materiale amorfo che valorizzasse le forme, i volumi e gli spazi interni lasciando a fotografie e disegni il compito di rappresentare il reale aspetto visivo delle pareti sia interne che esterne del monumento.
Le quattro animazioni sono quindi una visita ideale del nuraghe nelle sue fasi costruttive più importanti e grazie alle quali è possibile accedere al monumento passando dall'ingresso originario ora murato, vedere il terrazzo dal quale sono state probabilmente dirette le operazioni di difesa della fortezza o farsi un giro tra le mura esterne del nuraghe e l'antemurale libero dalle costruzioni del villaggio costruito in epoca tardo nuragica.
Importante ai fini della comprensione dell'evoluzione di "Su Nuraxi" anche un morphing tridimensionale che evidenzia come la costruzione del rifascio abbia "assorbito" il bastione quadrilobato e la torre principale originari. Nelle animazioni e nelle immagini statiche che ne derivano si potrà osservare che la fortezza assume una forma non visibile recandosi di persona a Su Nuraxi di Barumini, mentre i muretti delle case del villaggio sono più o meno nelle condizioni in cui si trovano attualmente. Questo è dovuto al fatto che lo studio dal quale è scaturita l'applicazione multimediale è limitato al bastione quadrilobato. Noi infatti consideriamo questo lavoro la prima parte di uno studio più approfondito che potrà essere concluso solo al termine dei lavori di scavo e di investigazione che si stanno ancora compiendo nell'area archeologica di "Su Nuraxi di Barumini".