Ichnussa S.n.c.

Via Marini, 11
09029 Barumini (CA)
Italy

tel. ++39 (0)70 506060
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fax ++39 (0)70 506060


Ichnussa is a tourism service company made up by young managers from Barumini who have singled out an extraordinary field where culture, tourism, social growth and economic development can be put together. They have paid great attention to the knowledge and exploitation of the several environmental and cultural resources present not only in the district where they came from but even in the neighbouring centres.
The Ichnussa company, concessionary agent for escort services, guided visits and surveillance at the archaeological site of the "Su Nuraxi" in Barumini, has proposed and carried out the archivement of the "Su Nuraxi" project. They also run a Multimedial exhibition in Barumini put up in the halls of the ex Capuchin convent.

"Su Nuraxi di Barumini"

Forty years after Prof. Giovanni Lilliu brought his excavations to an end, the Archaeological Superintendance of the Cagliari and Oristano provinces, in agreement with the Ichnussa company, cordinated this technical review of the architectonic layout of Barumini's Su Nuraxi. This was a logical consequence of the long experimental period regarding the methods of helping the public, dating back to April 1994. Ichnussa is now the concessionary agent for these services in this important archaeological site.

Ichnussa deals daily with a significant large number of heterogeneous visitors (approx. 100,000 people visit the area each years) and the expeience matured from such a workload has led them to believe that such a long process of exploitation needs an active presence of qualified and professional operators who cannot do without adeguate didattic and divulgative instruments which render a clear and functional message able to satisfy the needs of the many different users.

Archaeological literature is full of chapter about the big nuraghe. Some are specific studies about the monument, others deal generally with the cultural aspects of the prehistory and protohistory of Sardinia where Su Nuraxi is a constant point of reference.
This work is usually better suited for specialists and scholars of antiquity but becose of its very specific language, it does not always manage to make itsslf understood by commoners. Ichnussa realized that it was necessary to bring together both the scientific aspect and the didattic and divulgative one. They thus brought forth the idea-project of a permanent exhibition on the topic of "Barumini's Su Nuraxi". This is an introductive chapter to the archaeological area in every sense of the word and here traditional communication system work side by side with the more advanced technological ones. Seeing that the project itself is of such big proportions, it is easy to understand why our attention is focused mainly on the nuraghe itself: the enormous quadrilobed bastion overshadows the fragile stone remains of the hut village maze which sprang up all around it in different shapes and time. In the near future, Ichnussa has pledged itself to complete the program with new chapters about other themes. These will be supported by documentary evidence from the extraordinary cultural stratigraphy of Su Nuraxi. They will appear yearly and will be continuously updated step while the research goes on. This actual work can therefore be considered as the first part of a vast project divided in themes.

The exhibition is divided in three sections: the first is made up of three interactive counters where it is possible to view the contents of the chapters which make up the project; the second is an audiovisual post, a maxi screen where a film taken from the multimedial program is broadcast; the third is a show room with sixteen panels containing pictures of the itinerary of the program.

The scientific basis underlying the study of the stone works of Su Nuraxi could not be any other but a new and accurate survey of the structures developed according to a three dimensional scale.
The assembly of the data surveyed in this preliminary phase resulted in a figure rich in precious details which suggests the formulation of a few technical observations regarding the application of some building principles which evolved from and which characterized this monument in a particular way and for the ideal reconstruction of the nuraghe in its defferent building stages.
Starting from these suppositions, the nuraghe was first "dismantled" and "dissected", then it was examined in its original form as an isolated tower, physically unbound with other stone bodies.

Fa seguito l'analisi del bastione quadrilobato ad esso addossato che ha suggerito interpretazioni suggestive sui tempi e le modalità sia progettuali che esecutive, ed evidenziato il rapporto ideologico tra quest'ultimo corpo murario e il mastio originario, non necessariamente più antico di secoli ma forse antecedente esclusivamente per scelte tecniche, per esigenze strutturali conseguenza di oggettivi limiti conoscitivi delle maestranze.
In questa fase Su Nuraxi è un castello, con torri e cortine, mensole e parapetti, una fortificazione agile ed elegante, in cui le proporzioni tra le masse murarie, comunque notevoli, e gli spazi vuoti è una sfida continua ai principi della statica e della meccanica, estremizzata fino al punto limite.
Lo spaccato assonometrico mette in risalto questo aspetto, ribaltando la teoria che lo vuole archetipo nel suo genere, quanto invece modello tra i più evoluti e attentamente "progettato".
Questo periodo, coincidente con il massimo splendore dell'architettura nuragica, si inquadra in un arco di tempo compreso tra la fine del bronzo medio e i primi tempi del bronzo recente (XIV-XII sec. a.C.).

Successivamente in Sardegna avviene qualcosa che modifica il rapporto tra le comunità nuragiche e forse ne stravolge l'equilibrio secolare (XII-XI sec. a.C.). Di certo gli elevati di Su Nuraxi sono interessati da un grave stato di degrado. Una decadenza strutturale riscontrabile soprattutto nelle quattro torri perimetrali ormai prive del coronamento superiore.
E difficile interpretare tali congiunture e definirne l'origine e i conseguenti perchè. Quando, in un momento non chiaro dell'Età del bronzo finale, il nuraghe venne ristrutturato, le architetture dell'elegante castello erano profondamente segnate dalla distruzione. Ma il cantiere si animò ben presto! Mezzi straordinari vennero ancora una volta destinati a potenziare la roccaforte. Una fodera muraria, spessa in alcuni punti oltre tre metri, lo renderà inaccessibile dall'esterno con il quale verranno recise tutte le fonti di comunicazione: l'ingresso a terra e le feritoie.
Le cortine e le torri verranno ulteriormente elevate; il "castello" scomparirà avvolto da circa 6.000 mc. di pietrame.
Anche il mastio così distinto nel bastione del primo impianto, perderà il significato ideologico di forza e fierezza con il quale, probabilmente, anche la classe dominante si identificava elevandosi nei confronti del popolo suddito. La parte superiore del torrione verrà addirittura smontata per consentire alle murature del nuovo corpo murario di concatenarsi ad essa.

Intorno al X sec. a. C. anche questo baluardo imponente, ulteriormente cinto di un antemurale con torri e cortine, conclude la sua stagione. Nell'area di Su Nuraxi all'insediamento di natura militare si è sovrapposto un villaggio di attivissimi contadini e pastori che utilizzarono quale cava di prezioso materiale da costruzione il grande nuraghe.
Questa evoluzione architettonica è stata ampiamente documentata in questo lavoro così come la decadenza e l'abbandono.
Completa l'itinerario un doveroso capitolo sulla storia degli scavi a Su Nuraxi, un percorso attraverso le suggestive immagini dell'epoca che ci danno la dimensione dell'intervento. Una collina dall'aspetto naturale sui versanti della quale si coltivava il grano che, spogliata dalla spessa coltre di terra e di pietrame che il tempo ha pian piano accumulato, restituisce questo scrigno di storia straordinario. Nei volti stanchi dei tanti operai che presero parte allo scavo si coglie la soddisfazione e la consapevolezza di aver partecipato da protagonisti ad un evento di portata epica.

Le circa due ore e mezza del programma multimediale contengono questi passaggi. Alle immagini il compito di trasmettere sensazioni e concetti, particolari tecnici e costruttivi altrimenti difficili da cogliere e non sempre facilmente descrivibili
Per far ciò "Ichnussa" si affidata alla professionalità di Imedia, giovane società di artisti della multimedialità e della grafica avanzata. La sensibilità dimostrata in questa operazione già durante le fasi progettuali ha di fatto reso possibile la realizzazione dell'opera e dotato Ichnussa di uno strumento didattico straordinario tradotto in quattro lingue: tedesco, inglese, francese e sardo.

Personalmente e in veste di presidente di Ichnussa sento il dovere di ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questa iniziativa e che attivamente si sono prodigati affinchè il lungo percorso che dalla fase di ideazione ha portato a quella esecutiva fosse il più agevole possibile.
In particolare ringrazio affettuosamente il prof. Giovanni Lilliu, prodigo di consigli e sensibile interprete, nostro consulente scientifico e prezioso punto di riferimento; il prof. Francesco Rais, presidente della Banca CIS, che fin da principio ha accolto con entusiasmo l'idea di un ruolo attivo dell'Istituto nella realizzazione del progetto. Ancora, la disponibilità del dott. Vincenzo Santoni, Soprintendente reggente dell'Ufficio preposto alla tutela dei Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano; dell'Amministrazione del Comune di Barumini, nella figura dell'Assessore alla Cultura dott. Claudio Loi; del dott. Luigi Tolve Responsabile delle Relazioni Esterne della Banca CIS; dei traduttori e dei lettori del programma multimediale, la cordialità dell'Editore Carlo Delfino.
In ultimo si ringraziano gli amici Franco Ventroni, Sergio Sergi, e soprattutto Olinda Lampis, che con grande professionalità e simpatia ha reso più piacevole il trascorrere del tempo nelle ore di duro lavoro.

Giorgio Murru